Relazione edizione 2018

IL PRIMO FESTIVAL DEI GIOVANI STORICI A LUCCA

Nel corso del 2018, il 3 e 4 maggio, si è tenuta l’edizione pilota dello Young Historians Festival, il festival dei giovani storici di Lucca, che ha coinvolto tre scuole secondarie di primo grado della lucchesia e dei territori limitrofi in una operazione di ricerca e di condivisione sui temi del Volto Santo e della storia delle proprie comunità. Questa esperienza ha riservato notevoli sorprese. Ha colpito tutti il modo professionale e rispettoso in cui sono relazionati i ragazzi che si rivolgevano gli uni agli altri in termini di “colleghi” e sviluppavano relazioni solidaristiche e collaborative. Per arrivare a un simile risultato ARVO ha sviluppato un solido lavoro di collaborazione con le scuole. Lo scorso anno lo Young Historians Festival ha coinvolto la scuola media di Santa Maria a Colle, l’istituto comprensivo di Licciana Nardi (Massa Carrara) e quello di Camporgiano che hanno vinto la VII edizione di Raccontare il Medioevo, il Concorso Nazionale di Scrittura indetto dal prestigioso ISIME – Istituto Storico Italiano per il Medioevo di Roma. Si è così voluta creare un’occasione di incontro tra la città e i giovani che si sono occupati della sua storia ampliando l’occasione del congresso a un festival che coinvolgesse più realtà. La tematica proposta per il 2018 verteva sul rapporto tra narrazione storica e racconto leggendario. Il titolo infatti giocava a rovesciare un verso di Dante per affermare la centralità del culto del Volto Santo: “Qui ha loco il Santo Volto. Un racconto tra storia e leggenda”.

Nel 2018 sono stati coinvolti a livello di patrocinio e collaborazioni numerose istituzioni cittadine ed enti di rilevanza nazionale. Il lavoro per l’edizione zero è iniziato a settembre del 2017 e ha posto le basi programmatiche e logistiche del progetto che poi si è sviluppato fino a giungere a luglio 2018, dopo la conclusione del festival, nella fase di raccolta e organizzazione del materiale che è stato reso disponibile alle scuole e ai fruitori del sito appositamente creato per lo Young Historians Festiva: www.younghistorians.it. Radio Francigena Italia ha seguito l’evento e il festival è stato interamente documentato in video da una squadra di professionisti. Tutto il materiale è stato condiviso sul canale di comunicazione del blog di Young Historians Festival in continuo aggiornamento. Durante il pomeriggio alcune scuole hanno accompagnato gli studenti al Via Francigena Entry Point di Lucca, con sede presso la Casa del Boia; altre scuole hanno portato gli studenti in visita al ciclo di affreschi di Villa Buonvisi, a Monte San Quirico, interamente dedicato al Volto Santo; altre ancora hanno condotto i ragazzi al Museo dell’opera del Duomo e ai Musei Nazionali. In ognuno dei luoghi visitati erano stati presi accordi per garantire le visite guidate.

A maggio 2018 i responsabili di ARVO hanno incontrato i ragazzi della scuola secondaria di primo grado, classe 1D, dell’Istituto comprensivo Leonardo da Vinci di Reggio Emilia. In occasione della visita alla città di Lucca e dell’attività di orienteering urbano “Anselmo a Lucca” curata dal Professor Marco Cecalupo. Il progetto prevedeva che i ragazzi si relazionassero con degli storici in grado di rispondere alle loro domande di orientamento storico e geografico sulla città. Il progetto didattico del Prof. Marco Cecalupo è disponibile sul sito di didattica della storia Historia Ludens: http://www.historialudens.it/component/tags/tag/lucca.html. Il materiale realizzato a Lucca e per Lucca è pubblicato sul sito www.younghistorians.it, allo scopo di raccontare l’esperienza della scuola Leonardo da Vinci di Reggio Emilia in relazione allo “Young Historians Festival” di Lucca.
Di seguito sono allegate alcune immagini che illustrano le attività dello Young Historians Festival:

Figura 1. Disegno dell’illustratore Riccardo Massagli per l’edizione 2018 dello Young Historians Festival
Figura 2. Lettera di saluto ai giovani storici dal Prof. Massiglio Miglio, presidente dell’ISIME – Istitituto per lo Studio del Medioevo Italiano, di Roma
Figura 5. Il congresso dei ragazzi 2018
Figura 6. Il congresso dei ragazzi 2018
Figura 7. Il congresso dei ragazzi 2018
Figura 8. Attestato di Partecipazione
Figura 8bis. Le insegnanti e gli organizzatori
Figura 12. La scheda del gioco didattico ambientato a Lucca

Foto 2018

A Lucca, in sala Maria Eletta Martini il primo Young Historians Festival dedicato al Medioevo : Volto Santo, i viaggi, gli ospedali, le strade, i conventi, i pellegrinaggi  nei lavori delle scuole di Santa Maria a Colle, Camporgiano e Licciana Nardi

Gli studenti dell’istituto comprensivo di Camporgiano, dopo il Congresso dei Ragazzi, sono in visita alla cattedrale di San Martino e ai monumenti della città.

Gli studenti dell’istituto comprensivo di Santa Maria a Colle, dopo il Congresso dei Ragazzi, sono in visita alla Cappella del Volto Santo presso Villa Buonvisi a Monte San Quirico

 

Proiezioni in libreria

Foto di Gina Truglio, Ubik

Scrigno segreto 2018

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Saluto ai Giovani Studiosi del Prof. Massimo Miglio, Presidente dell’Istituto Storico Italiano per il Medioevo di Roma

 

L’intervento dei ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Santa Maria a Colle

L’intervento dei ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Licciana Nardi

L’intervento dei ragazzi dell’Istituto comprensivo di Camporgiano

L’esibizione del coro “Il flagioletto”

 

Attestato di partecipazione

Il simbolo della conchiglia

Adattamento per Young Historians Festival dell’articolo di Ilaria Sabbati: Il simbolismo della vela e della conchiglia, in «Quaderni del M.A.E.S. Mediae Aetatis Sodalicium, 15 (2017), pp. 51-67

Spesso capita nelle nostre chiese di vedere il simbolo della conchiglia riprodotto in varie situazioni pittoriche e decorative ma in modo del tutto particolare nelle acquasantiere. Queste simbolo non è affatto casuale poiché la conchiglia ha rivestito per tutto il medioevo un significato legato all’acqua ma anche alla resurrezione e quindi alla tomba. Il significato molteplice della parola arca, termine derivato da un verbo che significa proteggere, è adatto a spiegare la densità di significati che si raccoglie intorno alla figura-simbolo della conchiglia. Arca, infatti, è una parola che si riferisce al sarcofago, alla cassa dove si ripongono gli oggetti preziosi (si pensi all’arca dell’alleanza) e all’imbarcazione biblica per eccellenza. Curiosamente, ma non troppo, arca è anche un genere di bivalvi comune in tutto il Mediterraneo catalogato con questo nome da Linneo (1758) per la sua forma che collega così l’immagine del sepolcro alla simbologia della conchiglia. La duplice valenza della conchiglia, emblema di fertilità e al contempo simbolo della tomba, trova spiegazione nel fatto che in entrambi i casi si tratta di un occultamento a cui segue uno svelamento secondo una concezione precedente anche all’avvento del pensiero cristiano. Su tale substrato il cristianesimo ha posto il suo impianto interpretativo facendo diventare il binomio conchiglia-sepolcro un emblema non solo di vita ma anche di redenzione.

Ostrica che riceve i raggi del sole – Bestiario, Biblioteca Municipale di Valenciennes, 1230-1260 ca.

Un passo del Tesoro di Brunetto Latini: «Cochilla è un pesce di mare, lo quale sta chiuso con due ossa grosse, ed apre e chiude, e sta in fondo di mare, e la mattina e la sera viene a sommo, e toglie la rugiada. E poi sta al sole, e indurano alquanto queste gocciole della rugiada (…); poi quando sono cavate di queste cochille elle indurano e queste sono quelle che l’uomo chiama perle, le quali sono pietre di grande nobiltà, e specialmente in medicina; e come la rugiada è pura e netta, così sono le perle bianche e nette».

Prima ancora che diventassero il simbolo del pellegrinaggio compostellano, i fedeli cristiani facevano uso di conchiglie per segnalare le tombe e le raffiguravano su vasi e medaglie come dimostrano numerosi ritrovamenti del passato.  Ma per capire l’intero significato della conchiglia nella simbologia del pellegrinaggio va citato il miracolo del cavaliere ricoperto di conchiglie che sembra spiegare il loro utilizzo come oggetti devoti e ricordi di pellegrinaggio. Vuole la tradizione che Teodosio e Attanasio, discepoli di San Giacomo, mentre portavano il corpo in Galizia arrivarono in un luogo chiamato Bouzas. Stavano celebrando delle nozze quando il cavallo dello sposo inciampò e cadde in acqua sprofondando. Ma cavallo e cavaliere furono interamente ricoperti di conchiglie che li riportarono a galla. I discepoli fecero sapere che si trattava di un miracolo e che il corpo trasportato era quello di San Giacomo. In forza del fatto che era stata strumento della benevolenza dell’apostolo, si assunse così la conchiglia come simbolo del pellegrinaggio.

Giovenale da Orvieto, Miracolo di San Giacomo Maggiore, 1441. Museo Diocesano di Camerino.

Nel Codice Callistino, la grande raccolta di testi antichi che riguarda San Giacomo di Compostela, si sollecita il pellegrino a cucire sulle proprie vesti la conchiglia che diviene così il simbolo del pellegrinaggio, l’oggetto che testimonia la condizione di pellegrinaggio e il segno che indica le confraternite di pellegrini, gli ospedali dedicati a San Giacomo e tutti luoghi connessi a quel pellegrinaggio. Come i pellegrini che tornano da Gerusalemme portano con sé le palme così i pellegrini che rientrano da San Giacomo, portano con sé le conchiglie, avverte ilCodice Callistino spiegando che la conchiglia rappresenta le buone opere. Queste conchiglie hanno due valve tra le quali alloggia un mollusco affine all’ostrica e sulla superficie portano dei rilievi simili alle dita di una mano. Le valve rappresentano i due precetti della carità che proteggono la vita spirituale di chi le indossa; amare Dio più di ogni cosa e il suo prossimo come se stesso, la forma delle dita allude alle opere buone a cui egli impegna

Ecco dunque che il simbolo che così spesso troviamo negli edifici sacri cristiani, ma non solo, prende senso alla luce della storia che ci ha preceduti e della sua interpretazione della natura. Anche se spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto.

Anche se la conchiglia è il più conosciuto e diffuso, ogni grande luogo di pellegrinaggio aveva il proprio simbolo specifico. Santiago aveva la conchiglia, Gerusalemme aveva la palma, Roma aveva le chiavi di San Pietro e anche Lucca aveva il proprio: l’effigie del Volto Santo. Scoprine altri cliccando qui

Insegna di pellegrinaggio del Volto Santo di Lucca, XIV secolo, Pas-de-Calais, Francia

Coro “Il flagioletto”

Coro della Scuola Secondaria di I grado “Igino Cocchi”, Licciana Nardi

Coro Il flagioleto. Scuola Secondaria di I grado “Igino Cocchi”, Licciana Nardi

Il coro a scuola persegue l’idea di avvicinare i ragazzi alla musica. Dall’antico nome di uno strumento musicale, diffuso nell’Europa del XVI secolo, nasce il gruppo dei cantori chiamato “il flagioletto”: voci e strumenti con l’intento di far conoscere anche la bellezza del canto corale a cui si affianca il desiderio di promuovere l’arte del saper comunicare, commuovere, condividere ed entusiasmare, per riconoscere un “sentire” unico ed armonizzare in una sola voce la voci di tutti.

 

Repertorio:

“Santa Maria Strela do dia”, Cantigas de Santa Maria;

“Altissima Luce”, dal Laudario di Cortona;

brani strumentali: “Scarborourgh Fair”;

“Chanson Balladée”.

 

Dirige la Dott.ssa Alessandra Montali

 

Camporgiano

Istituto comprensivo di Camporgiano, gruppo delle classi seconde, sezioni A e B, secondaria di primo grado, anno 2016/17

 

Progetto vincitore di Raccontare il Medioevo – VII edizione. Concorso Nazionale di Scrittura dell’Istituto Storico Italiano per il Medioevo

Elaborato in formato PDF: Un viaggio nel Medioevo. Lungo la Via del Volto Santo